Friday, December 6, 2013
“Dodici parole buone è diventato piano piano uno spettacolo sul senso delle scelte personali, ed è diventato un piccolo rituale volto a esorcizzare una parte molto contraddittoria di noi stessi, vivissima ma spesso d’intralcio. Le dodici parole sono quelle che si usavano nella Sardegna di un tempo per ricacciare il diavolo là da dove era venuto. Alla nostra generazione il diavolo non è dato riconoscerlo, e dunque anche volendo, non sapresti dove metterla, la tua bomba. Le dodici parole di Escargot sono dunque più che altro dodici silenzi, dodici carezze che sono dodici schiaffi, dodici stazioni in salita di una via crucis amorosa e confusa, necessaria e delirante. Per questo Dodici parole buone è soprattutto uno spettacolo sulle scelte personali, parla soltanto di una persona qualsiasi di fronte all’alternativa tra vendersi l’anima per quattro soldi e custodire un sogno vivendo di quasi niente. Se sceglie la prima, sopravvive e muore. Se sceglie la seconda, si suicida e rinasce. Senza che per questo il suo sogno divenga meno irrealizzabile. “
Pierangelo Pompa
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